In quest'opera lungamente maturata, e pubblicata nel 1947, che Pavese riteneva la sua piú importante e duratura, l'interesse profondo per il mito, per i suoi simboli, per le sue dimensioni antropologiche e psicoanalitiche, che lo scrittore ha sempre coltivato, viene chiamato a illuminare dilemmi che sono in pari tempo privati, esistenziali e collettivi. Era stato lo stesso Pavese a dettare la presentazione del libro.