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Della intenzionalità. Un saggio di filosofia della conoscenza PDF

144 Pages·1985·13.9 MB·Italian
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John R. Searle AA. W., La struttura logica del linguaggio DELLA INTENZIONALITA M.W., L'analisi del racconto AA.W., I1 segno dei tre un saggio di filosofia della conoscenza Maria Corti, Principi della comunicazione letteraria Marco De Marinis, Semiotica del teatro Umberto Eco, Lector in fabula Umberto Eco, Trattato di semiotica generale Erving Goffman, Relazioni in pubblico Algirdas J. Greimas, Del senso Algirdas J. Greimas, Del senso 2 Gruppo p, Retorica generale Roman Jakobson, Lo sviluppo della semiotica Giorgio Prodi, La storia naturale della logica Charles S. Peirce, Le leggi dell'ipotesi Ferruccio Rossi-Landi, I1 linguaggio come lavoro e come mercato Ferruccio Rossi-Landi, Metodica filosofica Ferruccio Rossi-Landi, Semiotica e ideologia Della stesso autore: 1 INDICE "Nomi propri" in la stmttura logica del linguaggio, di AA.W.,a cura di Andrea Bonorni. I A DAGMAR Ringraziamenti -In troduzione 1. La natura degli stati Intenzionali 2. L'Intenzionalid della percezione 3. Intenzione e azione 4. Causazione Intenzionale 5. Lo Sfondo 6. Significato - 7. Riferimenti intensionali di stati Intenzionali e atti linguistici - , Titolo originale: INTENTIONALITY, An Essay in the Philosophy of Mind 8. I significati sono nella testa? @ 1983 Cambridge University Press 9. Nomi propri e Intenzionalita 1 ti Traduzione di Daniele Barbieri 10. Epilogo: Intenzionaliti e cervello @ 1985 Gmppo Editoriale Fabbri, Bornpimi, Sonzogno, Etas S.p.A. Note Via Mecenate 91 - Milano Indice degli argomenti I Edizione Bornpimi: maggio 1985 Indice dei nomi RINGRAZIAMENTI INTRODUZIONE Sono grato a un largo numero di persone e istituzioni per gli aiuti Lo scopo principale di questo libro t di sviluppare una teoria del- forniti per questo libro. Vorrei ringraziare prima di tutto la John Si- 1'Intenzionaliti. Esito a chimarla una teoria generale perchk un lar- mon Guggenheim Memorial Foundation, 1'Istituto di Scienze Umane go numero di argomenti, come per esempio le emozioni, non ven- della University of California, la Est Foundation, il Cornitato sulle gono discussi; credo tuttavia che l'approccio qui presentato si dimo- Kcerche del Senato Accademico della University of California, e la streri utile per spiegare i fenomeni Intenzionali in generale. A.P. Sloan Foundation per l'assistenza finanziaria in varie occasioni Questo libro 2 il terzo di una serie di studi collegati su mente e della preparazione di questo e altri lavori collegati. Tutto questo ma- linguaggio. Uno dei suoi obiettivi 2 di fornire una fondazione per i teriale 2 stato presentato in lezioni e corsi universitari a Berkeley e in miei due precedenti libri, Speerh act^, 1969, Cambridge University altre universitl, e sono grato ai miei studenti a Berkeley, Boulder e Press, Cambridge (trad. italiana Atti Iinguistici, 1976, Boringhieri, Campinas per i loro commenti. Kngraziamenti particolari sono do- Torino) ed Exprmion and Meaning, 1979, Cambridge University 1 vuti a Ami Kronfeld, David Reier, Jim Stone, Vanessa Whang, Ste- Press, Cambridge, cosi come er le future indagini su questi argo- ven White e Steve Yablo. Molti colleghi e amici hanno letto parti menti. Un'assunzione di base f;e l mio approccio ai problemi del lin- del manoscritto e fornito utili commenti: in particolare vorrei ringra- filosofia del linguaggio 2 un ramo della filosofia ziare Ned Block, Sylvain Bromberger, Tyler Burge, Alan Code, Dc+ La capacitl degli atti linguistici di rappresentare nald Davidson, Dagfinn F~llesdal,D avid Kaplan, Benjamin Libet, cose del mondo 2 un'estensione della pih biologi- George Myro, Thomas Nagel, William Reinhardt e Hans Sluga. Per camente fondamentale capaciti della mente (o del cervello) di porre commenti che hanno particolarmente influenzato il contenuto del te- in relazione l'organismo con il mondo per mezzo di stati mentali sto i miei debiti maggiori sono per Hubert Dreyfus e in particolare come credenza e desiderio, e in particolare tramite azione e perce- per Christine Skarda. Pih di tutti ringrazio mia moglie Dagmar Sear- zione. Poichk gli atti linguistici sono un tipo di azione urnana, e le per i suoi continui aiuti e consigli. poicht la capacita del discorso di rappresentare oggetti e stati di cose t pate di una capaciti pih generale della mente di porre in relazione l'organismo con il mondo, qualsiasi spiegazione completa di discorso e linguaggio richiede una spiegazione di come la mente/ cervello mette in relazione l'organismo con la realtl. PoichC gli enunciati - i suoni che escono dalla propria bocca o i segni che si fanno sulla carta - sono, considerati da un certo punto di vista, semplici oggetti del mondo come qualsiasi.altro oggetto, la loro capacitl di rappresentare non t intrinseca, ma 8 derivata dal- a a3 2 !roc'* 2 Y .--&5 8233 v, E'i4 E kggcdo C 1.47 0 2-.- - 7 'L? --a .5 .9 .9 : j -2 2 .2 0 a Q*:; g8;s -" E.%, I, g '3 c wca8 8- u C g .;g 0 mw.5 . .- c- 2 .- w aJ - a$ saw 5 ca -g 0 5 v2 sc e4 E 2 .- cd asa a wgg ss3 5 tQc u 8.2 -46 is%82 E E 66.5 8 c(d a'ij, .z go 23 .,, sW tradizione Intenzionalista essi abbiano ragione, ma, con l'eccezio- 1. --d-e biti.aJr?~e ne delle mie risposte esplicite e Kmiei owi a LA NATURA DEGLI STAT1 INTENZIONALI ,-=---a ' , non era mia intenzione in questo 1;6;o dare risposte a ne. Per quello che riguarda problemi di stile e di esposizione cerco di seguire un principio molto semplice: se non lo puoi dire chiaramen- te non lo capisci nemmeno tu. Ma chi si provi a scrivere in modo chiaro corre il rischio di essere 'compreso' troppo rapidamente, e la forma pih rapida di una simile corhprerlsione t quella che incasella l'autore con un mucchio di altri autori gii familiari a1 lettore. Alcune delle idee di questo libro sono apparse in versioni preli- minari in alcuni miei articoli. Poicht molti recensori di Speech Acts si sono larnentati che alcune delle idee erano gih apparse in articoli, 6 necessaria qualche parola di spiegazione. Trovo molto utile mette- re alla prova le idee in una forma preliminare, sia per la lor0 buona I. INTENZIONALITA COME DIREZIONALITA formulazione che per suscitare commenti e critiche. Questi articoli sono come gli schi~zip reparatori di un artista per un lavoro pih Come formulazione preliminare potremmo dire: l'Intenzionaliti t vasto. Possono esistere di per st, ma funzionano anche come tappe quella proprieth di molti stati ed eventi mentali tramite la quale essi , , + , sulla via del dif into pih grande. I1 lavoro pih duro non sta soltanto sono direzionati verso, o sono relativi a oggetti e stati di cose del nel cercare di ar bene ciascuna parte, ma anche nel far s1\ che tutte mondo. Se, per esempio, io ho una credenza, questa deve essere una le parti coesistano nella concezione generale. credenza che le cose stiano cosi e cosi; se ho un timore, deve essere fastidioso che nel libro non viene affrontato un timore di qualcosa oppure che qualcosa accadri; se ho un deside- stato una delle ragioni principali che mi ha rio, deve essere un desiderio di fare qualcosa oppure che qualcosa ac- spinto a scriverlo. I1 comportamento umano consueto si t dimostra- cada o si verifichi; se ho un'intenzione, questa deve essere un'inten- to particolarmente recalcitrante alla spiegazione con i metodi delle zione di fare qualcosa. E cosi via con una lunga serie di altri casi. scienze naturali. pcht? Perch6 mai i metodi delle scienze naturali Denominando "Intenzionaliti" questi aspetti di direzionaliti o relati- non hanno dato rlsultatl comparabili alla fisica e alla chimica vita proseguo una lunga tradizione filosofica; eppure per molti versi &Sono stat1 apphcati~lost uId_io- d_elf _com_ -o-r-ta_msen_to umdano inU - %i-l te rmine P fuorviante e la tradizione in qualche modo confusa. Tan- _l_ Sduale e colle* Esistono nella filoso la contemporanea molti to per caminciare, voglio quindi chiarire come intendo usare il termi- tentativi di rispondere a questa domanda, nessuno dei quali second0 ne, e a1 tempo stesso dissociarmi da certi aspetti della tradizione. I me completamente soddisfacente. 10 credo che la direzione della ri- Prima di tutto, secondo&mia prospettiva soltanto a l c u n a 4 sposta giusta possa trovarsi nel capire il ruolo dell'Intenzionaliti tutii, gli stati ed eventi mentali hanno Intenzionaliti. Credenze, ti- nella struttura dell'azione; non soltanto nella descrizione dell'azio- mori, speranzeFdesideri hanno Intenzionalita; ma ci sono forme di ne, ma proprio nella struttura del comportarnento umano. Spero di nervosismo, euforia e ansieti non direzionata che non sono Inten- potermi occupare pih a lungo della spiegazione del comportarnento zionali. Un indizio a favore di questa distinzione viene fornito dalle umano in uno studio successivo. Questo libro fornisce soltanto al- restrizioni al modo in cui questi stati vengono riferiti. Se ti dico che cuni degli strumenti per un'indagine di questo tipo. ho una credenza o un desiderio, ha sempre senso che tu mi doman- di: "Che cos't esattamente che credi?' oppure "Che cos7P che desi- deri?"; mentre non ha alcun senso che io risponda: "Oh, ho solo una credenza e un desiderio, senza credere o desiderare niente di particolare". Le mie credenze e desideri devono sempre essere relati- vi a qualcosa. Ma non vi 2 alcuna necessith che il mio nervosismo e w- la rnia ansieth non direzionata siano reiatiui a qualcosa in quello =_ - &m pi t&ia-.b& stesso rnodo. Questi stati sono caratteristicarnente accompagnati da prospettiva il "di" nell'espressione "l'esperienza dell'ansieth" non credenze e desideri, ma gli stati non direzionati non sono la stessa pub essere il "di" di Intenzionalith perch6 l'esperienza e l'ansieth cosa di credenze o desidgri. Secondo la rnia prospettiva se uno stato sono la stessa cosa. Dirl, qualcosa di pih sulle forrne consapevoli di S t Intenzionale allora ci deve essere una risposta a dornande come: Intenzionalith pih avanti; per ora voglio soltanto che sia chiaro che, a che cosa t relativo S? di che cosa 2 S? per che cosa sta un S? per come uso il termine, la classe degli stati consapevoli e la classe Alcuni tipi di stati rnentali hanno istanze che sono Intenzionali e degli stati rnentali Intenzionali si sovrappongono senza con questo altre istanze che non lo sono. Per esernpio, cosi come ci sono forme essere identiche, e senza che una sia inclusa nell'altra. di euforia, depressione e ansieth dove si t sernplicernente euforici, In terzo luogo, l'intenderel e le intenzioni sono solarnente una 3) depressi o ansiosi, senza esserlo relativarnente a qualcosa, ci sono forrna di Intenzionalith tra le altre, senza nessuno statuto speciale. anche forrne di questi stati dove si t euforici perch6 t accaduta la tal L'owio bisticcio tra "Intenzionalith" e "intenzione" sernbra sugge- cosa, o depressi e ansiosi di fronte alla prospettiva della tal altra. rire che le intenzioni nel senso ordinario abbiano qualche ruolo par- Ansieth, depressione ed euforia nei casi non direzionati non sono ticolare nella teoria dell'Intenzionalith; ma per quello che mi riguar- Intenzionali, nei casi direzionati lo sono. da l'intender fare qualcosa i. Soltanto una delle forrne dell'Intenzio- In secondo luogo, Intenzionalith non t lo stesso che consapevo- naliti, insierne con credenza, speranza, tirnore, desiderio, e rnolte al- lezza. Molti stati consapevoli non sono Intenzionali - per esernpio tre; e non voglio suggerire che poich6, per esernpio, le credenze so- un irnprowiso senso di euforia - e rnolti stati Intenzionali non sono no Intenzionali, esse in qualche rnodo contengono la nozione di in- consapevoli - per esernpio io ho rnolte credenze alle quali in questo tenzione, o che intendono fare qualcosa, o che qualcuno che ha una rnornento non sto pensando e alle quali potrei non aver rnai pensa- credenza debba conseguenternenre intender fare qualcosa a1 proposi- to. Potrei infatti credere che rnio nonno paterno ha passato la vita to. Per rendere del tutto chiara questa distinzione scriverl, sernpre nella parte continentale degli Stati Uniti senza che rnai fino a que- con la rnaiuscola il senso tecnico di "Intenzionale" e "Intenzionali- sto rnornento io abbia consapevolrnente forrnulato o preso in consi- ti". L'Intenzionaliti t direzionalith; intender fare qualcosa t sernpli- derazione questa credenza. Diremo di passaggio che non c't alcun cernente un tip0 di Intenzionalith tra gli altri. bisogno che simili credenze incon~esi ano esernpi di qualche tip0 Collegato al bisticcio tra "intenzionale" e "Intenzionale" sono al- di repressione, freudiana o qualsivoglia; sono soltanto credenze che cune altre confusioni piuttosto cornuni. Aklc&_;~&eskopo I" - (,05".' 11 si hanno e a cui normalrnente non si pensa. A difesa della posizione credenze, timori, s ranze e desideri."corne" atti rnentali'.',.ma-questo secondo la quale ci sarebbe identith tra consapevolezza e Intenziona- t ric7ia Gigliore &e -ipo-t.i d-- E- l& e GiliiEF2- &. sp--e..r atqente ~\t,bly AL,'' liti t stato qualche volta detto che ogni consapevolezza t consape- c- o-nf.us o. Bere birra e scrivs ere libri po" ssono esser,-e- descritti come at- vole~zad i, che ogniqualvolta si t consapevoli c'? sernpre qualcosa di ti, azioni-o anche attiviti, e fare calcoli aritrnetici a rnente o forrnar- cui si 2 consapevoli. Ma questa posizione nei confronti della consa- si irnrnagini rnentali del Golden Gate Bridge sono atti mentali; ma pevolezza rende confusa una distinzione cruciale: quando ho una credere, sperare, ternere e desiderare non sono assolutamente n6 atti esperienza consapevole dell'ansieti, c't certarnente qualcosa di cui la ni. atti mentali. Gli atti sono cose che si fanno, ma non esiste una rnia esperienza t una esperienza, e ciot l'ansieti stessa, ma questo risposta alla dornanda "Che cosa stai facendo?" che suoni "Sto cre- senso di "di" 2 del tutto differente dal "di" di Intenzionaliti, che dendo che piovera", "Sto sperando che riducano le tasse", "Sto occorre, per esernpio, nell'afferrnazione che io ho una consapevole avendo paura di una caduta del tasso di sconto". o "Sto desiderando paura &z' serpenti; perch6 nel caso dell'ansieth, l'esperienza dell'an- di andare a1 cinema". Gli stati e--d.. even!i Intenzionaji c_he<prgnde.. r e- sieth e l'ansieti sono la stessa cosa; ma la paura dei serpenti non t la mo in considerazione so/n o**< p->r ec ~a..sarnentet ali: stati ed e~egmi;~=n islt ersnsoad coo inn cdueii usesorp lean ntio. zfiZ cnaerTactthe_ kr_ i ts3t_-i csoia d-eu_gx_ldi __isst -_at~_ti. n - Iz _n, i_t oe-. ~n--z-lt-eiro\a- _n l a_o--- l iLs .tJa Xt oJ ksonnoo ap trtoi pmrieanZtaelni,t ea nchchiaer nsea tia vart2ti, drnae dnitrael iq \uela lccoosraso s ude aiu Ceallpi itcohleo v3e. n- f cii, lrsomi lo st202 diezionato, o_ a _CU_I loI s-ta to t relativo (Ise-b-- --- fi altrettanto confuso, per esernpio, pensare a credenze e desideri bene"-questo nd;; eFTidi Ia poSsbilith di forrne autoreferenziali di come se in qualche rnodo intendessero fare qualcosa. Credenze e de- Intenzionaliti - come vedremo nei Capitoli 2 e 3). Secondo la rnia sideri sono stati Intenzionali, ma non intendono fare assolutarnente nulla. Per parte mia "Intenzionaliti" e "Intenzionale" occorreranno questa domanda t piuttosto semplice: gli stati Intenzionali rappre- nrts*en in queste forme nominale e aggettivale, e parleremo di certi stati ed sentano oggetti e stati di cose nello stesso senso di "rappresentare" eventi mentali come stati o eventi che hanno Intenzionaliti o che in mi gli atti linguistici rappresentano oggetti e stati di cox (anche sono Intenzionali, senza in alcun senso riferirci ad alcun verbo corri- se, come vedremo nel Capitolo 6, gli atti linguistici hanno una for- spondente. ma derivata di Intenzionaliti, e percib rappresentano in modo diffe- g~erco Ecco alcuni esempi di stati che possono essere stati Intenzionali: rente dagli stati Intenzionali, i quali hanno una forma intrinseca di credenza, timore, speranza, desiderio, amore, odio, awersione, ap- Intenzionaliti). Gii possediamo intuizioni piuttosto chiare su come prezzamento, disapprezzamento, dubbio, incertezza, gioia, euforia, le affermazioni rappresentano le loro condizioni di veriti, su come depressione, ansieti, orgoglio, rimorso, tristezza, afflizione, senso di le promesse rappresentano le loro condizioni di ademi im ento, su colpa, allegria, irritazione, imbarazzo, accettazione, perdono, ostiliti, come gli ordini rappresentano le condizioni della loro o bedienza, e affetto, attesa, rabbia, ammirazione, disprezzo, rispetto, indignazio- su come nell'enunciazione di un'espressione referente il parlante si ne, intenzione, brama, bisogno, immaginazione, fantasia, vergogna, riferisce ad un oggetto; abbiamo inoltre anche una sorta di teoria di voglia, concupiscenza, disgusto, animositi, terrore, piacere, orrore, questi vari tipi di atti linguistici. Sfrutterb questa conoscenza prece- aspirazione, divertimento e delusione. dente per cercare di spiegare come e in che senso gli stati Intenzio- Tipico degli elementi di questo insieme t che o sono essenzial- nali sono anche rappresentazioni. mente direzionati, come nel case-di amore, odio, credenza e deside- Ct un possibile equivoco che devo chiarire all'inizio della ricer- rio, oppure almeno possono essere direzionati, come nei casi di de- ca. Spjegndo l'Intenzionajita i~srmindii linguaggio-n on i-n.t -e- ndo pressione ed euforia. Questo insieme solleva un certo numero di sugger[[e ghe 1:Ihtenzio~dhi.L egenzi+mea_te , e ~ e g s s & i e problemi. Per esempio, come possiamo classificare i suoi membri, e A1 contrario mi sembra piuttosto owio il fatto che an- quali sono le relazioni tra i membri? Ma il problema su cui voglio e molti animali che in nessun senso ordinario possie- nirs.rrt2 concentrarmi t questo: qua1 6 esattam&lazione tra _pli swt 9i dono un linguaggio o eseguono atti linguistici nondimeno hanno Intenzionali e gli oggetti FG&di cow verso cui essi sonah.qu-& stati Intenzionali. Solamente qualcuno nella stretta di una teoria fi- che senso direzionajh-a cui sono relativi? Che tip di relazione losofica potrebbe negare che si pub dire nel senso letterale dei ter- viene denominato "Intenzionaliti", e come possiamo spieaare l'In- " mini che i bambini piccoli vogliono il latte, o che i cani vogliono tenzionaliti senza usare metafore come udirehonaton? 1 che li si lasci uscire o credono che il loro padrone sia alla porta Ci (A44 1-wii flPr Si noti che l'Intenzionaliti non pub essere una relazione ordina- Lkr rlpc sono, accidentalmente, due ragioni per cui noi troviamo irresistibile As,,, At, 0' RFOR ria come lo sono il sedersi in cima a qualcosa, o il colpirlo con il l'attribuire Intenzionaliti agli animali sebbene essi non possiedano 210hfq proprio pugno, perch6 esiste un grosso numero di stati Intenzionali un linguaggio. Primo, possiamo osservare che la base causale del- tali che io posso essere in uno di loro senza che l'oggetto o lo stato l'Intenzionaliti dell'animale L. estremamente simile alla nostra - per di cose verso mi lo stato Intenzionale t "direzionato" addirittura esempio, questi sono gli occhi del cane, questa t la sua esista. Posso sperare che stia piovendo anche se non sta piovendo, e sono le sue orecchie ecc. Secondo, non saremmo in posso credere che il re di Francia t calvo anche se non esiste alcuna alcun senso al suo comportamento altrimenti. Ce_rc_a-n-d.o d i ~ persona che sia il re di Francia. l'Intenz&W~termini di l i n g ~iou u ser6 la nostra prece ese conoscegza del ~in~_aggi,o,c~~~,o~et_t.~o~~~t~,o~r_fin;in;,e~~i- -- cativi. Una volta cercato di chiarire la natura dell'Intenzionaliti di- 11. INTENZIONALITAC OME RAPPRESENTAZIONE: IL MODELLO DEGIJ AT- mostrerb (Capitol~6 ) che la relazione di dipendenza logica t esatta- TI IJNGUISTICI mente l'opposta. I1 linguaggio deriva dall'Intenzionaliti, e non vice- I versa. La direzione presa dalla pedagogia & quella di spiegare 1'In- LI/ In questo paragrafo intendo esplorare alcune delle connessioni 4 tenzionaliti in termini di linguaggio; la direzione dell'analisi logica che esistono tra stati Intenzionali e atti linguistici, a110 scopo di ri- I t quella di spiegare il linguaggio in termini di Intenzionaliti. spondere alla domanda "Qual t la relazione tra lo stato Intenzionale Esistono almeno i seguenti quattro punti di connessione e simila- e l'oggetto o stato di cose verso cui esso 2 in qualche senso direzio Y riti tra stati Intenzionali e atti linguistici. (9 LPorEtgyctu$ta" / 1. La distinzione tra contenuto- p -ro.p__o__s_i_ zaio-nea1le- .ea f-o-r -.z _a-_illw.&a, giamenti proposizionali. Ma 2 importante porre l'accento sul fatto una distinzipn_e- f_m iliare all'inter-no_ _4 c!a-temiaadggh aj~i~linguisti- che non tutti gli stati Intenzionali hanno un'intera proposizione co- ____s_ZII_ l~La~flwAi1i _'si -traspor-t-a ag-l-i stati Intenzi&. Cosi come posso ordinarti di me contenuto Intenzionale, sebbene per definizione tutti gli stati ascrare la*-- - stanza, pre-~~erai la stanza, e suggerire che la- Intenzionali abbiano almeno qualche contenuto rappresentativo, scerai la stanza, analogamente posso credere che lascerai la stanza, che esso sia un'intera proposizione oppure no; e certo questa condi- temere che lascerai la stanza, e sperare che lascerai la stanza. Nella zione 2 pi6 forte per gli stati Intenzionali che per gli atti linguistici, prima classe di casi, gli atti linguistici, c'e una distinzione owia tra perch; alcuni (pochissimi) atti linguistici espressivi non hanno al- il contenuto proposizionale cbe ta hceri la stanm e la forza illocu- cun contenuto, come per esempio "Ahi!", "Ciao", "Arrivederci". @) tiva con cui quel contenuto proposizionale viene presentato nell'at- 2. La distinzione tra differenti direzioni di adattamento, gii fami- d.lcr plwr to linguistico. Ma a110 stesso modo nella seconda classe di casi, gli liare dalla teoria degli atti linguisticiz, si trasporta agli stati Inten- ,phta0a ,,I, stati Intenzionali, c'k una distinzione tra il contenuto rappresentati- zionali. Tra gli atti linguistici, i membri della classe degli assertivi - vo cbe ta hceri la stanza, e il modo psicologico, sia esso creden- affer&Izioni, descrizioni, asserzioni ecc. - devono confrontarsi in za o timore o speranza o qualsivoglia, in cui si ha il conrenuto qualche mod0 con un mondo che esiste indipendentemente; e nella rappresentativo. Si 2 soliti nella teoria degli atti linguistici pre- misura in cui suprano o meno il confront0 li diciamo veri o falsi. I sentare questa distinzione nella forma "F(P)", dove "F" sta per la membri della classe dei direttivi invece - ordini, comandi, rimesse, 'y' forza illocutiva e per il contenuto proposizionale. Nella teoria voti, impegni ecc. - non devono confrontarsi con una realti che esi- degli stati Intenzionali avremo ugualmente bisogno di distinguere ste indipendentemente, ma devono piuttosta procurare cambiamen- I tra il contenuto rappresentativo e il modo psicologico in cui si ha ti nel mondo, tali che il mondo si confronti poi con il contenuto quel contenuto rappresentativo. Questo sari simbolizzato da "S(r)", proposizionale dell'atto linguistico; e nella misura in cui essi riesco- dove "9' sta per il modo psicologico e "P per il contenuto rappre- no o meno non li diciamo veri o falsi, ma piuttosto obbediti o di- sentativo. sobbediti, realizzati, assecondati, mantenuti o rotti. Sottolineo que- Sarebbe forse meglio confinare il termine "contenuto proposizio- sta distinzione dicendo che la classe degli assertivi ha direzione di nale" a quegli stati a cui viene data realti linguisticamente, e usare i adattamento parola-a-mondo, mentre le classi dei commissivi e dei termini "contenuto rappresentativo" o "contenuto Intenzionale" co- direttivi hanno direzione di adattamento mondo-a-parola. Se l'affer- me termini pi6 generali che comprendano sia quegli stati Intenzio- mazione non 2 Vera, 2 l'affermazione che & in difetto, non il mondo; nali a cui I. data sia quelli a cui non 2 data realti attraverso il lin- se l'ordine viene disobbedito o la promessa rotta, non sono l'ordine e guaggio. Tuttavia, poichk ci anche necessario distinguere tra que- o la promessa a essere in difetto, ma il mondo nella persona di colui I gli stati come la credenza, il cui contenuto deve essere sempre espri- che disubbidisce all'ordine, o rompe la promessa. Potremmo intuiti- mibile in forma di proposizione, e quelli come amore e odio, che vamente dire che l'idea di direzione di adattamento ? l'idea di r_e-- non hanno questa necessiti, continuer6 a usare anche la nozione di spon-sab-ili ti delI5dZarsi. Se un'affermazione 2 falsa, la colpa t del- contenuto proposizionale per gli stati Intenzionali, per caratterizza- 1'Zfermazion~eZoned i adattamento parola-a-mondo). Se una , re quegli stati che prendono intere proposizioni come contenuto, promessa viene rotta la colpa 2 del promettente (direzione di adatta- che allo stato venga data realti linguisticamente oppure no. User6 mento mondo-a-parola). Ci sono anche casi nulli, dove cid non c'e la notazione della teoria degli atti linguistici rappresentando il con- alcuna direzione di adattamento. Se io mi scum di averti insultato, tenuto di uno stato Intenzionale tra parentesi e fuori parentesi la o se mi congratulo con te perch6 hai vinto il premio, allora sebbene forma o mod0 in cui l'agente ha quel contenuto. Cosi, per esempio certamente io presupponga la veriti delle proposizioni espresse - se un uomo ama Sally e crede che stia piovendo, i suoi due stati che ti ho insultato e che hai vinto il premio - lo specifico dell'atto Intenzionali sono rappresentabili come linguistico non k di asserire queste proposizioni, e nemmeno di or- Arna (Sally) dinare che vengano portati a termine gli atti di cui esse parlano; Crede (Sta piovendo) piuttosto, lo specifico 2 di esprimere la mia tristezza o il mio piace- La maggior parte delle analisi di questo libro riguarderi stati che re rispetto a110 stato di cose specificato nel contenuto proposiziona- hanno un contenuto interarnente proposizionale, i cosiddetti atfeg- le di cui presuppongo la veriti.3 Qualcosa di molto simile a queste distinzioni vale anche per gli stati Intenzionali. Se le mie credenze mi scuso di aver fatto qualcosa, esprimo tristezza per averlo fatto. risultano sbagliate, sono le mie credenze e non il mondo a essere in Se mi congratulo con te per qualcosa, esprimo contenteua o soddi- difetto, come dimostra il fatto che posso cprreggere la situazione sfazione rispetto a quel qualcosa. Tutte queste cgnnessioni tra atti semplicemente cambiando le mie credenze. E, per cosi dire, respon- :, sabilith della credenza l'esito del suo confronto col mondo, e se il /, confronto fallisce si trova rimedio alla situazione cambiando la cre- denza. Ma se io fallisco nel portare a compimento le mie intenzioni, o se i miei desideri restano irrealizzati, non posso in quello stesso modo correggere la situazione trasformando sem licemente l'inten- zione o il desiderio. In questi casi t, per cosi d! re, un difetto del piovendo ma non credo che stia piovendo", "Ti ordino di smettere mondo se lui fallisce nel confrontarsi con l'intenzione o con il desi- di fumare ma non voglio che tu smetta di fumare", "Mi scum di derio, e io non posso sistemare le cose dicendo che si trattava di averti insultato, ma non mi dispiace di averlo fatto", "Congratula- un'intenzione o di un desiderio sbagliati in quello stesso modo in zioni per aver vinto il premio; ma non sono affatto contento che tu cui le sistemavo dicendo che si trattava di. una credenza sbagliata. l'abbia vinto", e cosi via. Questi esempi ci suonano tutti strani per Le credenze, come le affermazioni, possono essere vere o false, e po- il medesimo motivo. L'esecuzione dell'atto linguistico 2 in st mede- tremmo dire che hanno direzione di adattamento "mente-a-mondo". sima un'es ressione del corrispondente stato Intenzionale; e di con- { D'altra parte, i desideri e le intenzioni non possono essere veri o seguenza logicamente strano, sebbene non autocontraddittorio, falsi, ma pwono essere assecondati, realizzati o portati a compi- eseguire l'atto linguistico e negare la presenza del corrispondente mento, e si potrebbe dire di loro che hanno direzione di adattamen- stato Intenzionale.4 to "mondo-a-mente". Ci sono inoltre anche stati Intenzionali che Ora, dire che lo stato Intenzionale che costituisce la condizione hanno direzione di adattarnento nulla. Se mi dispiace di averti insul- di sincerith viene espresso nella esecuzione dell'atto linguistico non tat0 o sono contento che tu abbia vinto il premio, allora, sebbene la t dire che dobbiamo sempre avere lo stato Intenzionale che espri- fi rnia nistezza contenga una credenza di averti insultato e un deside- miamo. naturalmente sempre possibile mentire, oppure eseguire rio di non averti insultato, e sebbene la rnia contentezza contenga un atto linguistico insincero. Ma una menzogna - o un altro atto una credenza che tu hai vinto il premio e un desiderio che tu lo linguistico insincero - consiste nell'esecuzione di un atto linguisti- vincessi, la rnia tristezza e la rnia contentezza non possono essere co, e percib nell'espressione di uno stato Intenzionale, dove non si vere o false nel modo in cui lo possono le mie credenze, nt possono ha veramente quello stato Intenzionale che si esprime. Si noti che il essere realiuate nel modo in cui lo possono i miei desideri. La rnia parallelismo tr'a gli atti illocutivi e le loro corhzioni-di sincEiib . tristezza e la mia contentezza possono essere appropriate o inappro- In-io_nge - --e sp~s~-Pn-.i-m- ;,e..n te-Y irettoi:n ge&$lLla +re- /, : priate a seconda che la direzione di adattamento mente-a-mondo zione di adatt"a m--""=e--.' nto d"el l'atto-- ~ ,#~ --* t e z~t ivc a oa gu. ella del- della credenza sia realmente soddisfatta oppure no, ma in quel senso la condi_zi,o n_Te di-%'s' in-T .L q' u>e l c.ial s-.i.l y..eI-n---- z=c ui l'aito- ill&tivo la rnia tristezza e la rnia contentezza non hanno alcuna direzione di 58n-h_ad re_zi-o-=n--e_ d,i _ ento la verith del contenuto proposizio- adattamento. Dirb qualcosa di pih su questi stati Intenzionali com- nale t presupposta, e il corrispondente stato Intenzionale contiene @ plessi pih avanti. una credenza. Per esempio, se mi scuso per aver calpestato il tuo 3. Una terza connessione tra stati Intenzionali e atti linguistici gatto, esprimo rimorso per avere cal stato il tuo gatto. NC le scuse (g*pll\.crl r, ~~06 1 sta. nelfatto che nella esecu.z io.n e di ogni atto illocutivo con un con- nC il rimorso hanno una direzione radattamento, ma le scuse pre- , tenuto proposizionale, un certo stato Intenzionale con suppongono la verith della proposizione che ho calpestato il tuo I lo stato Intenzionale t la- con- gatto, e il dmorso contiene una credenza che ho calpestato il tuo to linguistico. Cosi per esem- gatto. 0 rmazione che p, esprimo la credenza che p. Se -4_. L-a- _-n-o- zi o-n e di condizio--n i- "d - i soddisfazione si applica piuttosto cowr,aaut prometto di fare A, esprimo un'intenzione di fare A. Se ti do l'ordi- genera_lm. ente- si-a- ag-li- a-t ti lingyistja cheidi stati Intenziongliai ,,,~~,stA ne di fare A, esprimo un desiderio o una voglia che tu faccia A. Se c-a s_l i_n- c-_u i _ci _s_ia -u_n a direzion---e-- - di adattamento. Diciamo, per esern- 8 ,owe pio, che un'affermazione 2 Vera o falsa, che un ordine t obbedito o di cose. I1 mio ordine a Sam di lasciare la stanza riguarda Sam e disobbedito, che una promessa t mantenuta o rotta. In ciascuno di rappresenta una certa azione da parte sua, cosi come il mio deside- questi casi, attribuiamo o riuscita o fallimento all'atto illocutivo, nel rio che Sam lasci la stanza riguarda Sam e rappresenta una certa suo confront0 con la realti nella particolare direzione di adattamento azione da parte sua. La nozione di rappresentazione t sufficiente- data dallo specific0 illocutivo. In breve, potrernmo denominare tutte Cente vaga. Applicandola al linguaggio possiamo usarl-a -pe-r- c-opIr lre yueste condizioni "condizioni di ~oddisfazione"o "condizioni di suc- non soltanto il riferimento, ma anche la predicazione, e le condizio- cesso". Direrno perci6 che una affermazione L. soddisfatta se e solo se ni di veriti o le condizioni di soddisfazione in generale. Sfruttando L. Vera, che un ordine t soddisfatto se e solo se P obbedito, she una questa vaghezza possiamo dire che gli stati Intenzionali con conte- promessa 8 soddisfatta se e solo se I. mantenuta, e cosi via. E chiaro nuto proposizionale e direzionale di adattamento rappresentano le che questa nozione di soddisfazidne si applica altrettanto bene agli I1 proprie varie condizioni di soddisfazione nello stesso senso in cui stati Intenzionali. La rnia credenza sari soddisfatta se e solo se le cose gli atti linguistici con contcnuto proporidonale e direzione di adat- stanno cosi come credo che stiano, i mi.ei desideri saranno soddisfatti tamento rappresentano le proprie condizioni di soddisfazione. se e solo se saranno realizzati, le mie intenzioni saranno soddisfatte se Poichi. ci permetteremo di usare nozioni come "rappresentazio- e solo se verranno portate a termine. La nozisne di soddisfazione ne" e "condizioni di soddisfazione", esse richiederanno qualche ul- sembra insomma essere intuitivamente naturale sia agli atti linguisti- teriore chiarificazione. Probabilmente, di nessun termine si t abusa- ci sia agli stati Intenzionali, e applicarsi piuttosto generalmente lad- to di pih nella storia della filosofia che di "rappresentazione", e il dove ci sia una direzione di adattamento.5 mio uso di questo termine differisce sia dal suo uso nella filosofia Ci6 che t particolarmente importante capire t che per ogni atto tradizionale che da quello nella psicologia cognitiva contemporanea linguistico che abbia una direzione di adattamento, Patto linguistico c: nella intelligenza artificiale. Quando dico, per esempio, che una i sard soddifatto se e soh se h stato psicologco espmso P soddisfatto, e le credenza P una rappresentazione non sto dicendo che una credenza t condizioni di so&sfazione dll'atto linguirtico e dlh Jtato psicohgico una sorta di pittura, ni. sto avallando la posizione del Tractatus sul I trprmo sao lestme. Cosi, la rnia affermazione sari Vera se e solo se la significato, ni. sto dicendo c hu na credenza ri-presenta 1ua lcosa che credenza che vi t espressa t corretta, il mio ordine sari obbedito se era stato presentato prima, non sto dicendo che una cre enza ha un e solo se il desiderio da esso espresso viene realizzato, e la mia pro- significato, ni sto dicendo che L. quel t i p di cosa da cui si ottengo- I I messa sari mantenuta se e solo se la rnia intenzione espressa viene no le sue condizioni di soddisfazione esaminandola attentamente. I1 , portata a compimento. Inoltre si noti che, cosi come le condizioni senso di "rappresentazione" in questione vuole essere interamente ,,,a,a.,g- di soddisfazione sono interne all'atto linguistico, analogamente le esaurito dall'analogia con gli atti linguistici: il senso di "rappresen- condizioni di soddisfazione dello stato Intenzionale sono interne al- tare" in cui una credenza rappresenta le sue condizioni di soddisfa- lo stato Intenzionale. Parte di ci6 che rende la rnia affermazione che zione t quello stesso senso in cui anche un'affermazione rappresenta la neve t bianca quella affermazione che 2, 8 che ha proprio quelle le proprie condizioni di soddisfazione. Dire che una credenza P un_a condizioni di veriti e non altre. Allo stesso modo, parte di ci6 che rappresentazione t sernglice_m-enfed ire che .-h- -a . .u- n.. contenuto pr~po- h rende il mio desiderio che piova il desiderio che 6, t che certe cose sizioniile -e"Gn mod0 psic6logic0, che il-syo con~enGop*r oposiziona- 11 lo soddisferanno e certe altre no. le determini ui ksieme di condizioni dii sqddisfaz_ione. sott,.certi , i Queste quattro connessioni tra stati Intenzionali e atti linguistici etti, che il suo modo ,psicologico determina una =+reziope, di 1 , suggeriscono owiamente una certa immagine dell'Intenzionaliti: del suo contenuto propsizibnale, he1lo'itessq m d oi n ogni stato Intenzionale consiste di un contenuto rappresentativo in cui tutte queste noziqni con~~~o>ro~osiziondailree,z io~ed i I :* 5 guent tcie er tsot amtio ddio c possiec onleolgloic sot.e sGsoli ssetnastio Iinnt ecnuzi iaonncahlie rgalpi partetsie lnintagnuois otigc-i aInd artetaamltie, nrtiog ueacrcd. o- q sioannoto s dpeietgtoa tfei ndoarlal,a p. &otorre&-m. m.a <-og .tf- ei aofrtiT;almine&nitsEt'iEcei. I 3 rappresentano oggetti e stati di cose (sebbene, ripetiamo, lo faccia- a meno dei termini "rappresentazione" e "rappresentare" a favore z, .C no con mezzi differenti e in modo difference). La rnia affermazione delle altre nozioni, poichi. non v't nulla di ontologico a proposito che piove t una rappresentazione di un certo stato di cose cosi come del mio uso di "rappresentazione". Si tratta soltanto di una abbre- la rnia credenza che piova t una rappresentazione dello stesso stato viazione per la costellazione di nozioni logiche irese a prestito dalla

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