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Aspetti di letteratura gnomica nel mondo antico PDF

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UNION ACAD~MIQUE INTERNATIONALE UNIONE ACCADEMICA NAZIONALE ACCADEMIA TOSCANA DI SCIENZE E LETTERE «LA COLOMBARIA» <<STUDI» ccxxv ASPETTI DI LETTERATURA GNOMICA NEL MONDO ANTICO II A cura di MARIA SERENA FUNGHI FIRENZE LEO S. OLSCHKI EDITORE MMIV UNION ACADÉMIQUE INTERNATIONALE UNIONE ACCADEMICA NAZIONALE ACCADEMIA TOSCANA DI SCIENZE E LETTERE «LA COLOMBARIA» <<STUDI>> cc xxv ASPETTI DI LETTERATURA GNOMICA NEL MONDO ANTICO II A cura di MARIA SERENA FUNGHI FIRENZE LEO S. OLSCHKI EDITORE MMIV Volume pubblicato con il contributo dell'Union Académique lnternarionale, del l'Unione Accademica Naziona1e e del Ministero per l'Istruzione, l'Università e la Ri cerca per il Programma di ricerca di interesse nazionale «Corpus dei papiri filosofici greci e latini. Testi e lessico». D Programma è cofinanziato dal M.I.U.R. e dagli Ate nei di Milano, Firenze e Pisa; il finanziamento è amministrato dal Dipartimento di Filosofia_ dell'Università degli Studi di Milano, dal Dipartimento di Scienze dell'An tichità 'G. Pasquali' dell'Università degli Studi di Firenze e dal Dipartimento di Fi lologia Classica dell'Università degli Studi di Pisa. Il patrocinio e l'onere dell'impresa Corpus Jes' ptJpt'ri filoso/ici greci e latini. Te sti e lessico sono stati assunti dall'Accademia Toscana di Scienze e Lettere «La Co lombaria» di Firenze in collaborazione con l'Unico Académique lnternationale e l'Unione Accademica Nazionale. ISBN 88 222 5400 7 AVVERTENZA Questa raccolta di studi è il frutto di un incontro a carattere seminariale su «Aspetti di trasmissione di letteratura gnomologica e apoftegmatica», te nutosi a Pisa, presso la Scuola Normale Superiore, il '-7 giugno 2003 e fa seguito al primo tomo (a sua volta frutto di un precedente Incontro di studi), Aspetti di letteratura gnomica nel mondo antico I, pubblicato in questa stessa serie nel 2003 («Studi», 218). Ad esso rimandiamo per le informazioni ri guardanti le finalità e le modalità dei nostri interventi. Resta soltanto, in questa sede, il gradito compito di ringraziare quanti hanno cooperato a vario titolo: Francesca Maltom.ini nella fase di organiz zazione del seminario, Lucia Prauscello, in quella delle verifiche bibliografi che, Elena Gritti nella fase degli adeguamenti redazionali e correzione delle bozze. Sono grata a Carlo Pemigotti per gli utili suggerimenti. Un partico lare ringraziamento a Fernanda Decleva Caizzi per l'aiuto nella preparazione del volume. Rivolgo un ringraziamento, non solo formale, alla Scuola Normale Supe riore - in particolare al Direttore, prof. Salvatore Settis, e al Preside della Classe di Lettere, prof. Carmine Ampolo - che ha consentito lo svolgimento dell'Incontro al suo interno e ha contribuito a finanziarne l'organizzazione insieme agli Atenei di Firenze, Milano e Pisa in relazione al progetto M.I.U.R. Corpus dei Papiri Filaso/ici. Alle Istituzioni che hanno consentito la pubblicazione delle riproduzioni fotografiche vada la nostra riconoscenza: all'Agyptisches Museum . Preulli scher Kultur Besitz di Berlino, alla Biblioteca Apostolica Vaticana, alla Bi blioteca Medicea Laurenziana, all'Egypt Exploration Society, alla Òsterrei chische Nationalbibliothek. Un particolare ringraziamento a Nikolaos Gonis, Rosario Pintaudi, Giinter Poethke. Per quanto riguarda i criteri editoriali di questo volume d si è attenuti a quelli della serie «Studi» dell'Accademia 'La Colombaria', cercando di ri spettare ove possibile all'interno dei singoli contributi le peculiarità di cia scun autore. Per quanto riguarda l'ordinamento del volume, è stata rispet tata la successione delle relazioni che furono tenute durante l'Incontro di studio. M.S. FUNGHI -V- PRESENTAZIONE Questo volume, come il Convegno di cui esso rappresenta gli Atti, suscita indubbiamente stupore, e per molte ragioni. In primo luogo perché dimostra una vitalità inaspettata negli studi classici, in un pe riodo in cui le scienze umane periclitano e i governi, più disposti a gestire le finanze che a lanciare programmi politici, investono in mi sura sproporzionata nelle 'scienze dure', mentre praticano economie draconiane nelle discipline umanistiche. In secondo luogo, perché que sta vitalità è ben dimostrata dal numero e dalla qualità dei contributi dei giovani ricercatori, che mostrano una conoscenza ammirevole della lingua e della cultura greca, privilegio della tradizione classica ita liana, che purtroppo non trova uguali riscontri Oltralpe, dove la lin gua greca comincia ad essere considerata esotica e i suoi adepti sono preziose rarità. In terzo luogo, e su questo vorrei soffermarmi più a lungo, per il tipo di ricerche cui questo Convegno e questi Atti sono dedicati: la gnomologia greca. L'argomento è quanto mai circoscritto, speciali stico, e - diciamolo senza pudori - arido, se considerato con il me tro della stilistica e della creazione artistica. Per queste ragioni, que sta particolare branca della filologia non ha entusiasmato i ricercatori, che si sono volentieri fermati alla bibliografia di fine '800 o inizi '900. La ricerca di frustuli del passato conservati ndle compilazioni sen tenziose ha spesso fatto sottovalutare il portato di queste opere, il loro ruolo nella trasmissione del sapere, il loro utilizzo come strumento di conoscenza, il loro apporto alla produzione letteraria. È a partire dagli anni '80 che è nato un nuovo approccio agli gno mologi. Anche se il desiderio di comprendere meglio il perché di de terminate attribuzioni, quando si studia la tradizione di un autore, e la volontà di ritrovare qualche frustulo dimenticato restano sempre in primo piano, ci si è posti il problema di cosa significhi la codifica zione del sapere gnomologico in sé, e quale portato esso abbia nella cultura medievale. N d contempo ci si è resi conto che servono nuove edizioni, basate su criteri filologici più completi e complessi di quelli utilizzati dalle generazioni precedenti di filologi. Credo che un punto importante nella riflessione sia stato marcato -VII- PRESENTAZIONE dal primo convegno «Aspetti e forme di tradizione letteraria senten ziosa nel mondo antico» organizzato da Maria Serena Funghi nel2002 e pubblicato l'anno successivo. Quello che mi ha più piacevolmente sorpreso allora è stato questo approccio globale al fenomeno gnomo logico, con riferimenti e contributi all'insieme delle tradizioni sen· tenziose, dall'antico Egitto alla cultura araba. Questo secondo Con vegno, forte del bagaglio accumulato l'anno precedente, ha potuto dunque concentrarsi più specificatamente sulla cultura greca, sia an tica che medievale, che è l'oggetto del presente volume. Certo, in questo tipo di studi è difficile separare quello che ap partiene alla creazione da quello che è proprio della trascrizione, e tutto il problema della trasmissione del sapere gnomologico si trova proprio lì. La preoccupazione maggiore di chi si occupa dei senten ziari è sapere a quale epoca essi risalgano, quale venga prima e quale dopo, quali siano le fonti di ciascuno. Tuttavia questo processo di ri cerca è in qualche modo perverso, perché privilegia ancora una volta l'atto di creazione rispetto alla questione dell'utilizzazione: si tratta insomma di categorie moderne di apprezzamento che non corrispon dono in nulla alla mentalità tardo antica e medievale, che considera queste opere come strumenti, in cui il nome dell'autore cui una gnome è attribuita ha una valenza propria, al di là di ogni realtà storica. Quello che è importante per il compilatore è dichiarare la paternità di una sentenza, anche se questa paternità è solo un nome e non una realtà: possiamo osservare lo stesso processo, per esempio, negli au tori delle cronache a partire dalla fine dell'Antichità. D'altra parte esiste la necessità di stabilire dei processi di filia zione, per poter osse!Vare in ciascun momento dell'evoluzione dei sen tenziari di quali materiali il compilatore si è servito. Tuttavia anche questo processo di analisi presenta i suoi punti deboli: in primo luogo ricostruire questi processi è estremamente difficile; in secondo luogo, la diffusione contemporanea di opere che non hanno alcuna fissità permette una compresenza di sillogi strutturate in maniera differente. Credo che negli anni a venire si debba puntare soprattutto allo stu dio dei manoscritti compositi, avvicinando il più possibile le edizioni alle condizioni di circolazione, riservando lo studio contenutistico delle raccolte a quelle che maggiormente pesano dal punto di vista dell'e laborazione del pensiero. Penso in particolare agli specula principis, e mi rallegro all'idea che questo secondo Convegno sarà seguito nel 2005 da un terzo, dedicato all'Ed .. cazione al governo e alla vita. La preoccupazione di rimontare nel tempo fino alle fonti gnomo logiche antiche è stato alla base degli interventi pubblicati in questo volume, ma non sono mancate le interrogazioni più generali, come -VIII- PRESENTAZIONE quelle relative alla struttura e all'utilizzo degli gnomologi. Si veda in questo senso l'intervento di C. Pemigotti, che studia la tradizione della Comparatio Menandri et Philistionis, aggiungendo all'esame della tradizione manoscritta anche l'analisi dell'apporto dei papiri. O an cora, la necessità di operare distinzioni all'interno della mole di sen tenze pervenutaci, tra raccolte di natura gnomologica e quelle che si rifanno alla tradizione paremiografica: si tratta di raccolte diverse, e questa diversità era ben presente fin dall'Antichità; lo studio di R. Tosi è illuminante a questo proposito. A queste due categorie, raccolte di citazioni e raccolte di proverbi, ne va aggiunta una terza, la raccolta di apoftegmi, che parte dalle di verse redazioni che caratterizzano la trasmissione dei «Detti» dei Sette Sapienti, messe in luce da F. Maltomini, a quelle degli apophthegmata patrum, cosl cari alla tradizione cristiana: è questo il compito che si è data E. Giannarelli, che studia il "patrimonio di saggezza orale" nella sua codificazione scritta e nei processi di redazione che lo ca ratterizzano. Un discorso a parte meritano ancora le chreiai, ovvero sia - secondo la definizione di Aftonio - aneddoti in forma concisa che si riferiscono ad un dato personaggio. Vari contributi sono stati dedicati alle chreiai, a partire dalla brillante premessa al loro studio da parte di M.T. Luzzatto, che si interroga sul loro utilizzo nell'edu cazione antica. Preziosi sono i papiri, che spesso riportano frammenti di chreiai meritevoli di uno studio particolare: è quello che hanno fatto G. Bastianini, M. Manfredi, G. Messeri e M.S. Funghi con i loro contributi sulla tradizione papiracea. Questo volume presenta interventi. che si prestano a letture multi ple. Una parte importante di interventi è dedicata a particolari filoni della saggezza antica, spesso considerata sotto l'angolo della 'fortuna' di un solo autore. Questo tipo di analisi può permettere di seguire il percorso che va dalla estrapolazione di passi fmo alla loro integra zione in sentenziari diversi. Così T. Dorandi si interroga sulla tradi zione gnomologica di Epicuro e degli epicurei; A. Brancacci studia il contributo dei papiri alla gnomica di tradizione cinica; M. Curnis gnarda alla tradizione platonica in Stob eo; J. Gerlach e A. Carlini si occupano delle raccolte che portano più chiaramente l'impronta di un autore e del loro adattamento a contesti differenti: il primo con Democrito, il secondo con i rifacimenti cristiani di Epitteto e di Se sto; un discorso parallelo è fatto da S. Azzarà, che indaga le antolo gie pseudoepigrafe nelle citazioni dei Padri. Resta abbondantemente da studiare il problema della trasmissione della letteratura sentenziosa, e questo problema è abbordato sia da R.M. Piccione, per quanto riguarda Stobeo e Orione, sia da me, re- -IX- PRESENTAZIONE lativamente agli gnomologi sacro-profani bizantini. Un discorso a parte va fatto per la tradizione gnomica in area araba, cosl importante per lo studio della trasmissione del sapere da una cultura all'altra, che mostra la permeabilità delle civiltà medievali: dobbiamo questa inda gine a P. Bettiolo, per la tradizione siriaca, e a C. D'Ancona. Di que sti contributi, molti hanno srudiato la tradizione papiracea, che ci per mette un maggiore avvicinamento aUa produzione gnomologica antica, prima della trasmissione manoscritta bizantina che ha spesso compli cato le trascrizioni attraverso nuove produzioni. Sono profondamente convinto che questo volume, accanto al primo, servirà a ridare slancio allo studio di questo tipo particolare di pro duzione, che - inutile ripeterlo - è fondamentale per la conoscenza delle modalità di trasmissione del sapere. Vorrei chiudere questa mia breve presentazione con una citazione riportata nel contributo di C. D'Ancona (p. 334): «nessuno consegue la verità, così come la verità esige, con il solo sforzo della sua ricerca, e neppure rutti insieme la conoscono completamente [ ... ] ma se si mette insieme quel poco che ciascuno di noi ha trovato della verità, alla fine si raggiungerà un in-· sieme di grande valore». Penso che questo scopo sia stato ottenuto, come il lettore potrà constatare. PAOLO 0DORICO, E.H.E.S.S., Parigi -X-

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