Marco Aime è professore associato di Antropologia culturale presso l’Università di Genova. PIXEL Marco Aime Ricerca e selezione delle risorse online a cura di Maria Elena Buslacchi,autrice anche del Capitolo 8. Copyright © 2016 Egea S.p.A. Copertina: Studio Wise, Milano Copyright © 2016 EGEA S.p.A. Via Salasco, 5 20136 Milano Tel. 02-58365751 - Fax 02-58365753 [email protected] - www.egeaeditore.it Tutti i diritti sono riservati, compresi la traduzione, l’adattamento totale o parziale, la riproduzione, la comunicazione al pubblico e la messa a disposizione con qualsiasi mezzo e/o su qualunque supporto (ivi compresi i microfilm, i film, le fotocopie, i supporti elettronici o digitali), nonché la memorizzazione elettronica e qualsiasi sistema di immagazzinamento e recupero di informazioni. Per altre informazioni o richieste di riproduzione si veda il sito www.egeaeditore.it. 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ISBN 978-88-238-7864-8 Indice 1 Introduzione: che cos’è l’antropologia 1.1 Breve storia dell’antropologia 1.2 Cultura/culture 1.3 Strumenti 1.4 Percorsi antropologici 2 Antropologia e globalizzazione 2.1 Connessioni e specificita 2.2 Apertura, interculturalita, universalita 2.3 Spazio e tempo 2.4 Identita, frammentazione, aggregazione 3 Antropologia e sviluppo 3.1 Un termine dai contorni sfumati 3.2 Il mito dello sviluppo 3.3 Un copione non naturale 3.4 Sviluppo e crescita 4 Antropologia e web 4.1 Condivisione e nuovi modelli di relazione 4.2 Paradigma etico, paradigma emico e immagine della comunita nella Rete 4.3 Comunita online vs. comunita offline 4.4 Deterritorializzazione e comunita virtuali 5 Antropologia e cibo 5.1 Le scelte alimentari come costruzione culturale 5.2 Il cibo tra simbolo e tabu 5.3 Cibo, territorio, tradizione e tipicita 6 Antropologia e turismo 6.1 I turisti: un oggetto di studio 6.2 Dal viaggio di scoperta al turismo globalizzato 6.3 Quale autenticita? 6.4 Ribalta e backstage 6.5 Sostenibile, etico, responsabile 7 Antropologia e arte 7.1 Un ambito difficilmente definibile 7.2 La dimensione culturalmente connotata dell’arte 7.3 Un antropologo al museo 7.4 L’Africa e l’arte occidentale 7.5 L’arte musicale 7.6 Le arti plastiche 8 Antropologia e città 8.1 Altro, altrove, a casa 8.2 I precedenti 8.3 L’antropologia urbana 9 Antropologia e postcolonialismo 9.1 Uno studioso tra due storie 9.2 Uno sguardo che cambia direzione 9.3 I postcolonial studies: dall’unicita alla molteplicita degli sguardi 9.4 Diversalita e opacita 9.5 Black identity e sua rappresentazione 10 Antropologia e diritti culturali 10.1 Ancora sulla definizione di «cultura» 10.2 Universalismo giuridico e relativismo culturale 10.3 Il diritto alla cultura 10.4 Il diritto come cultura 10.5 I diritti culturali 10.6 Implicazioni pratiche 11 Per una definizione di antropologia 11.1 Un processo di differenziazione: verso dove? 11.2 Prima specificita: la ricerca sul campo e l’osservazione partecipante 11.3 Seconda specificita: il pendolarismo tra particolare e universale 11.4 Una forma di traduzione, una chiave di interpretazione 12 Scrivere le culture 12.1 Fase uno: nella testa dell’antropologo (e sorprese successive) 12.2 «Presente etnografico» e strategia narrativa 12.3 Un oggetto di ricerca con cui non si può non interagire 12.4 Tra oggettivita e letteratura Bibliografia essenziale Online Mettiti alla prova! 1 Che cos’è l’antropologia 1.1 Breve storia dell’antropologia ◼ 1.1.1 L’attrazione verso «l’altro» e la nascita dell’antropologia Sebbene qualcuno faccia risalire a Erodoto i primi passi dell’antropologia culturale, in realtà questa disciplina è assai più giovane, una tra le più giovani tra quelle insegnate nelle nostre università. I primi passi in questo nuovo campo di studi vennero mossi nella Londra di fine Ottocento, in piena epoca vittoriana, quando l’impero britannico era al massimo della sua espansione. Un dato questo non casuale: fu infatti proprio grazie al fatto che i sudditi di sua maestà la regina avevano a che fare con popolazioni di quasi ogni angolo del pianeta che cominciò a svilupparsi una curiosità, via via trasformatasi in disciplina scientifica, verso «l’altro», il diverso, che allora veniva chiamato generalmente «selvaggio» o «primitivo». Si può dire che questa «attrazione» nei confronti del diverso sia per certi versi una specificità della cultura occidentale. Talvolta era anche finalizzata a scopi meno nobili di quelli puramente scientifici degli studiosi, ma si dà il fatto che non si sono registrate forme così sviluppate di interesse verso l’altro in società extra-occidentali. L’antropologia nasce quindi come sguardo sull’alterità, come tentativo di comprensione della varietà dei comportamenti umani. ◼ 1.1.2 L’evoluzionismo sociale dei fondatori I primi antropologi, tra i quali ricordiamo i nomi di James Frazer (1854-1941), autore della celebre opera Il ramo d’oro, Edward B. Tylor (1832-1917), che tra le altre cose formulò una definizione di cultura ancora oggi riportata in tutti i manuali di antropologia, e lo statunitense Lewis Henry Morgan (1818-1881), i cui studi sulla parentela influenzarono molto l’opera di Marx, furono coloro che diedero forma e statuto di disciplina a pratiche occasionali e non strutturate. Si
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